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La Pesantezza Degli Arti Inferiori


La sensazione di “gambe pesanti” è un sintomo di cui spesso si lamentano le donne, infatti il sesso femminile è più colpito per ragioni di tipo ormonale.

Questo fastidio si manifesta prevalentemente in primavera e nella stagione estiva, ma è pur vero che ci sono numerosi casi in cui la pesantezza degli arti inferiori è presente anche in periodi dell’anno più freddi.
Sono più colpite le donne obese o in soprappeso e quelle che fanno vita sedentaria o che nell’arco della giornata mantengono troppo a lungo la posizione eretta o seduta.
Spesso è presente anche un evidente gonfiore che può essere localizzato solo alle caviglie o in altri distretti (dorso del piede, polpacci, ginocchia, cosce), altre volte non è evidente alcun gonfiore (stadio iniziale di edema non visibile clinicamente).
Può succedere che la pesantezza degli arti inferiori si presenti solo nella fase premestruale e spesso non è concomitante una insufficienza venosa.

Ma qual è la causa di questo fastidioso sintomo?

A parte i casi in cui le gambe risultano pesanti e stanche per un effettivo affaticamento muscolare, la causa principale della sensazione di pesantezza è l’edema cioè l’accumulo di linfa nei tessuti che si trovano sopra la fascia muscolare (da molti definito “ritenzione idrica”).

Nel nostro organismo ci sono due sistemi circolatori :
01.
uno deputato alla circolazione del sangue, chiamato Sistema Artero-Venoso
02.
l’altro deputato al trasporto della linfa (liquido formato da acqua e proteine), detto Sistema Linfatico.

Diverse sono le patologie caratterizzate dall’edema , dai quadri più semplici, che riguardano le fasi iniziali dell’insufficienza linfatica primaria in cui l’accumulo dei liquidi nel tessuto interstiziale può non essere evidente e la gamba non risulta di fatto più grossa (ma la paziente avverte già il fastidio e magari nelle ore serali inizia ad osservare un leggero gonfiore), alle varie forme di lipolinfedema (le cosiddette patologie cellulitiche), alle diverse sindromi dismetaboliche che implicano disordini di tipo ormonale, fino alle patologie cardiache e vascolari.

Per questo possiamo distinguere almeno quattro tipi di edema:
01.
Sistemico
02.
Venoso
03.
Interstiziale
04.
Linfatico

CONSIGLI GENERALI

Camminare abitualmente e svolgere una regolare attività fisica.
Sedersi in modo corretto: schiena leggermente reclinata all’indietro e gambe non accavallate.
Sollevare i piedi del letto di circa 20 cm.
Mantenere il normopeso con un’alimentazione equilibrata e povera di sodio e conservare la corretta funzionalità dell’alvo.
Evitare i vestiti troppo stretti e aderenti ed usare scarpe comode con tacco tra i 3 ed i 5 cm.
Usare acqua a temperatura non superiore ai 37 °C durante il bagno o la doccia.
Evitare di tenere le gambe troppo vicine a fonti di calore (stufe o caminetti).
Fare lunghe camminate nell’acqua o nuotare evitando prolungate esposizioni al sole.

TERAPIE
Per un corretto inquadramento clinico-terapeutico è necessario rivolgersi al medico specialista che potrà eseguire un attento esame clinico e richiedere tutti gli esami di laboratorio (assetto glicemico e lipidico, funzione epatica, renale e tiroidea …) e strumentali (ecocolordoppler …) necessari affinché sia possibile attuare la terapia più adeguata:

Terapia farmacologia (Flebotonici, Cumarinici, Farmaci che agiscono sulla matrice cellulare, Fibrinolitici…)
Elastocompressione
Drenaggio Linfatico Manuale
Terapia con metodica ENDERMOLOGIE LPG (solo in un centro medico altamente specializzato!!!!!! Ricorda: lo strumento LPG è “operatore dipendente”, ciò significa che solo un utilizzo corretto può determinare ottimi risultati!)
MESOTERAPIA (con farmaci flebotropi ed antiedemigeni).
CARBOSSITERAPIA (per l’azione terapeutica sul microcircolo e l’effetto antiedemigeno).
LASERTERAPIA A RAGGI INFRAROSSI 905 NM.
DIETOTERAPIA ( dieta ricca di frutta e verdura, povera di sodio, con integrazione proteico-aminoacidica e abbondanza di acqua).
***Per un ulteriore approfondimento ti consiglio di leggere l’articolo sulle celluliti.

Le Celluliti


LA CELLULITE O LE CELLULITI?
Nell’uso comune, il termine "cellulite", viene usato per indicare quell’inestetismo degli arti inferiori che si manifesta con alterazioni di tipo volumetrico o irregolarità della cute.

In realtà la cosiddetta cellulite è una patologia costituzionale ad origine endocrino-metabolica caratterizzata daalterazioni del sistema microvascolare-tissutale.
I fattori che scatenano la cellulite e che predispongono alla sua comparsa sono molteplici:

Disordini alimentari (sovrappeso ed obesità)
Disbiosi intestinale (alterazione della flora microbica intestinale e conseguente accumulo di tossine nell’organismo)
Alterazioni posturali
Stipsi
Assunzione di estroprogestinici (pillola anticoncezionale ed estrogeni contenuti negli alimenti) che causano ritenzione idrica.
Uso abituale di indumenti troppo stretti (jeans o calze elastiche) che determinano ipossia tissutale (ridotto apporto di ossigeno ai tessuti)
Fumo di sigaretta

Numerosi studi clinici dimostrano che questa è una patologia evolutiva in cui si susseguono diverse fasi che possono essere più o meno manifeste.
01.Inizialmente si avrebbe un’alterazione del microcircolo (arteriolo-venulare e linfatico) con danno della matrice cellulare (tessuto interstiziale che si trova tra cellula e cellula).
02.Conseguentemente, l’accumulo di acqua nel sottocute e l’ipertrofia delle cellule adipose determinano il quadro clinico del lipedema ,del lipolinfedema , della pannicolopatia edematosa o fibro-sclerotica con micro e macronoduli.

E’ come se il grasso sottocutaneo, con la sua forma lobulare, fosse una SPUGNA all’interno della quale si accumula tanta ACQUA : questo conferisce alla cute un aspetto irregolare per la presenza di tanti piccoli buchetti, come delle piccole ondine che rendono la coscia ed il gluteo impastati e congesti...
Tutti questi diversi quadri clinici sono chiamati "cellulite" dalla paziente , ma si può ben intuire che ognuno di essi è diverso dall’altro e che sarà compito del medico estetico fare corretta diagnosi differenziale e prescrivere la terapia più efficace.

La paziente può essere asintomatica oppure accusare diversi sintomi:
PESANTEZZA DEGLI ARTI INFERIORI
CRAMPI
EDEMI
PIEDI FREDDI


Considerata l’origine multifattoriale della cellulite , è sempre opportuno raccomandare una strategia terapeutica che preveda di aggredire su più fronti questa patologia:

Un regime alimentare equilibrato dal punto di vista quantitativo e qualitativo.
La regolare e corretta attività fisica assicura una buona tonicità muscolare , stimolazione del sistema cardio-vascolare con ottimale ossigenazione dei tessuti , stimolazione della lipolisi.
La terapia domiciliare con farmaci flebotropi ed antiedemigeni è raccomandata nel caso in cui sia presente edema degli arti inferiori (cumarinici , flavonoidi , stimolanti della matrice cellulare, elastocompressione).
Gli stessi farmaci possono essere introdotti nel sottocute tramite mesoterapia o crioelettroforesi , per facilitare l’eliminazione dei liquidi e combattere la ritenzione idrica.
Per stimolare il sistema linfatico sono molto utili cicli di drenaggio linfatico manuale e pressoterapia.
La carbossiterapia consiste nella inoculazione di anidride carbonica nel sottocute : in questo modo viene stimolata l’ossigenazione dei tessuti e la lipolisi.
La terapia endermologica si esplica attraverso un macchinario provvisto di un manipolo che , utilizzato secondo una tecnica ben precisa , determina drenaggio linfatico e ristrutturazione tissutale.
L’utilizzo di laser a raggi infrarossi (905 nm) consente una stimolazione a livello del nucleo cellulare con ottimizzazione del metabolismo della stessa cellula.

Tutte queste terapie consentono di migliorare l’aspetto della cute in riferimento alla "pastosità", all’aspetto a "buccia d’arancia", al rilassamento cutaneo e al gonfiore, in poche parole, la gamba si "asciuga" e diventa più tonica e compatta.
Un discorso a parte merita il problema dell’ "adiposità localizzata " , cioè di quegli accumuli di grasso che , caratteristicamente , si riscontrano a livello della porzione supero-esterna delle cosce , dei glutei , dell’interno ginocchio, dell’addome e dei fianchi.
In questo caso, è consigliato un regime dietetico che metta l’organismo in condizione di utilizzare prevalentemente i grassi localizzati, anche nei pazienti magri che devono ridurre i centimetri solo nelle zone di adiposità (dieta proteinata).

Attualmente la terapia AMBULATORIALE più efficace per la correzione delle adiposità localizzate è la LIPOEMULSIONE SOTTOCUTANEA (LESC) che si esegue in una sola seduta attraverso uno strumento che si chiama MICROLIPOCAVITAZIONE.


Insufficienza Venosa Degli Arti Inferiori
L’insufficienza venosa è una patologia molto diffusa che si manifesta spesso con la presenza di:

VENE VARICOSE
TELEANGECTASIE (CAPILLARI VISIBILI DI COLORE BLU O ROSSO)
PESANTEZZA
EDEMA
DOLORE
ULCERE
Nella maggioranza dei casi si tratta di una predisposizione familiare che colpisce prevalentemente il sesso femminile.

In questi casi si può avere un aggravamento della patologia in seguito a diverse cause:

terapie ormonali (pillola anticoncezionale)
gravidanza
traumi
assunzione prolungata della stazione eretta
Stile di vita scorretto (fumo, alcool, sedentarietà....)
Abbigliamento scorretto (jeans stretti, calze autoreggenti, gambaletti, calzature con tacco troppo alto o troppo basso....)
Stipsi
Obesità

Alterato appoggio plantare

Calore eccessivo (esposizione al sole, fonti di calore diretto tipo stufe, borse dell’acqua calda, caminetti, bagni troppo caldi....)
Per quanto è possibile, è necessario agire sulla correzione di questi fattori di rischio, a partire dai più semplici accorgimenti:

01.Stile di vita: evitare fumo e alcool in eccesso, assumere dosi moderate di grassi e zuccheri per evitare sovrappeso ed obesità, assumere regolarmente frutta, verdura e proteine e bere tanta acqua per mantenere il peso forma, evitare la stipsi.
02.Fare regolare attività fisica. Il nuoto è sicuramente lo sport più indicato, ma anche qualunque altra attività nella quale non si verifichi brusco impatto col terreno o sforzi eccessivi. Quindi benissimo la corsa (eseguita correttamente, senza pestare!!!), la bicicletta o la cyclette, la danza, l’aerobica.....ma anche le semplici lunge passeggiate, tanto per incominciare!!!
03.Abbigliamento comodo: evitare elastici che bloccano la circolazione degli arti inferiori (calze morbide ed a compressione corretta).Indossare calzature con tacco di circa 5-6 cm.
Quando si avvertono i primi sintomi è consigliato rivolgersi subito ad uno specialista in malattie vascolari. Il medico procede eseguendo inizialmente un esame obiettivo e successivamente un esame doppler o ecocolordoppler.


Insufficienza Venosa Degli Arti Inferiori

Nel Centro Medico è possibile fare una vera e propria Mappatura delle Venegrazie all’utilizzo di uno strumento a fibre ottiche che mette in luce anche le vene non visibili ad occhio nudo attraverso una trans-illuminazione

In questo modo è possibile fare una precisa diagnosi e prescrivere la terapia più corretta.
A seconda della specifica patologia riscontrata si potranno consigliare alla paziente dei farmaci e, se indicate, calze elastiche a compressione graduata.
Si valuta, inoltre, se esiste l’indicazione ad intervenire chirurgicamente o con una terapia ambulatoriale.
Ove non ci siano immediate indicazioni chirurgiche, si può ricorrere a diverse terapie mediche che non richiedono un ricovero ospedaliero e che potranno essere proposte al paziente in base al tipo di problema che questo presenta:

Scleroterapia
Fleboterapia rigenerativa tridimensionale (TRAP)
Trattamento timedchirurgico dei capillari



Per ogni singolo paziente, in relazione all’indicazione diagnostica, deve essere attuato uno specifico protocollo terapeutico che può prevedere di intervenire con una sola delle metodiche citate o con più metodiche in tempi diversi.

Non c’è alcun dubbio riguardo al fatto che tra tutte queste metodiche, la T.R.A.P. è senz’altro la terapia che ci consente di raggiungere risultati INEGUAGLIABILI!!!!!


Capillari Degli Arti Inferiori


Vengono comunemente chiamate ‘capillari’, ma più correttamente in medicina ‘Teleangectasie’, quelle piccole venule sottocutanee che in seguito a dilatazione si rendono visibili assumendo una colorazione rossa o blu.


Le teleangectasie sono delle vere e proprie microvarici che si manifestano in seguito a patologie ereditarie o acquisite e tra queste ultime senz’altro le forme più frequenti sono quelle cosiddette primitive o essenziali , quelle cioè in cui la dilatazione venulare è dovuta ad una particolare debolezza della parete vascolare per cause ormonali, circolatorie o infiammatorie e non è secondaria ad altra patologia sistemica; una visita medica specialistica può consentire un preciso inquadramento diagnostico con un attento esame doppler o ecocolor-doppler venoso degli arti inferiori.

Possiamo distinguere teleangectasie piccole e superficiali (rosse) e grosse e profonde (solitamente di colore blu).

Possono essere
isolate: lineari o sinuose
in gruppo: aspetto a ciuffo , a rete, a stella , ad arborizzazione ovvero con una particolare disposizione “ad albero”.

Tratto questa patologia da tanti anni (circa 10) e so che le donne solitamente si lamentano perché non accettano un inestetismo che considerano addirittura deturpante, tanto da sentirsi costrette ad utilizzare solo pantaloni o calze coprenti e da rifiutare di presentarsi al mare in costume da bagno.

Spesso succede che, oltre al disagio estetico, la paziente lamenti anche senso di pesantezza , dolore, tensione, bruciore ed in questi casi è frequente osservare una patologia più complessa di natura varicosa.

La terapia delle teleangectasie è sempre ambulatoriale.

Dobbiamo ricordare che i CAPILLARI sono come i piccoli fiorellini che sbocciano sui rami più fini di un grande albero…


ovvero sono l’ultima e visibile manifestazione di una patologia che comincia dai vasi venosi più profondi (VENE PERFORANTI) che coinvolge via via tutte le diramazioni venose di una specifica zona o di un intero arto inferiore (VENE COLLATERALI, RETICOLARI, VENULE).

Perciò non si può pensare di trattare i capillari senza occuparsi prima di tutti quei vasi maggiori che in qualche modo nutrono i vasi più piccoli: si rischia si avere un peggioramento della situazione con comparsa di altre teleangiectasie ancor più numesose!
La terapia più sicura, più efficace e più veloce è la Fleboterapia Rigenerativa Ambulatoriale Tridimensionale (TRAP).
La metodica più indicata nel caso di capillari isolati, cioè capillari sparsi che non dipendono necessariamente dall’insufficienza di vasi venosi più profondi è la terapia sclerosante (Scleroterapia).
Questa prevede l’utilizzo di liquidi sclerosanti che hanno la capacità di irritare la parete vascolare nel suo interno innescando un processo infiammatorio che culmina in una ripazione cicatriziale di tipo fibrosclerotico: la teleangectasia si chiude e così scompare.

Il sangue all’interno del piccolo vaso malato è responsabile della colorazione rossa o blu proprio perchè la sottile parete venulare è trasparente. Quando il capillare è sclerosato il sangue non lo attraversa più ma circola nelle venule sane e perciò non visibili.

Questa terapia è ben tollerata dalla paziente perché l’inoculazione si esegue tramite aghi molto sottili e perché si può avvertire al massimo un leggero bruciore.

L’intervallo tra le sedute è di 7-15 giorni per un numero totale assai variabile che dipende dal quadro clinico della paziente.

 
 
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